I cuochi siciliani e il “Turismo Esperienziale” presentato a “Cambiovita 2018”

“Ai turisti piace sempre di più “mettere le mani in pasta”, toccare, fotografare, chiedere spiegazioni e i viaggi diventano soprattutto “esperienza”.  In una Sicilia ricca di storia e di tradizioni gastronomiche il “Turismo esperienziale” presentato nell’Expo Cambiovita 2018, rappresenta un’occasione da non perdere. L’idea di far nascere una collaborazione tra i cuochi e i produttori locali, c’era già da qualche tempo, ma è solo grazie ad un accordo che abbiamo siglato a Catania col Cna, che la scommessa è diventata una opportunità concreta. Occorre però stare attenti perché se è vero che l’interesse dei turisti è assistere alla preparazione dei piatti, il messaggio che bisognerà trasmettere non può ridursi alla meccanica riproduzione di una sequenza di fasi procedurali in una cucina come tante, come qualsiasi tutorial on line oggi riesce agevolmente a proporre, quanto invece bisognerà focalizzare l’attenzione del turista su tutte quelle regole, note ai cuochi professionisti, che sovrintendono la sana e corretta preparazione degli alimenti: dalla scelta degli ingredienti giusti, alla corretta igiene nella manipolazione dei lavorati, alla rigorosa conservazione del prodotto, passando poi per una presentazione gradevole ed armonica del piatto, fino al rigore nel servizio che è parte integrante di ogni esperienza di qualità a tavola. Tutto questo solo i cuochi professionisti sanno farlo, per esperienza e per preparazione specifica. Non avvenga invece che ci siano saltimbanchi accreditati, attori improvvisati, soubrette in cerca di popolarità che pretendano di inserirsi nel progetto!”.

 “L’Urcs difende i propri iscritti, li qualifica, scende in campo per onorare la qualità del loro operato e se qualcuno immagina di offrire ai turisti formule veloci per guadagni facili non avrà il nostro supporto, né si potrà fregiare del nostro logo: ne vale della reputazione dell’intera categoria. Noi tutti, cuochi professionisti, abbiamo il dovere di impedire che si propini al turista l’idea, e poi anche l’acquisto, che serva uno stampino di plastica per fare l’arancino e non gli si dica invece quale riso è necessario, qual è la cottura giusta, come preparare il ripieno e quali sono i tempi del suo raffreddamento. Non si può spiegare tutto in cinque minuti, né fingere che sia sempre così facile come la televisione ci ha abituati a credere. Quello che possiamo e dobbiamo trasmettere è il concetto più nobile e più ampio che dietro ogni preparazione c’è studio, saggezza, preparazione, abilità. Quello che dobbiamo insegnare al turista, così come facciamo già con il cliente, è una buona consapevolezza di ciò che si gusta col palato”.

 

Domenico Privitera, Presidente dell’Unione Regionale Cuochi Siciliani

Please follow and like us: