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Tag: IGP

Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP, portabandiera del frutto che rappresenta nel mondo l’Isola.

A CamBIOvita Expo 2018, “la fiera tutta da vivere e dove trovare le risposte ai più ricercati ai bisogni di benessere psico-fisico”, in scena alle Ciminiere di Catania dal 27 al 29 aprile, non poteva mancare il Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP, portabandiera del frutto che rappresenta nel mondo l’Isola.

Durante le tre giornate il Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP promuoverà la propria attività e soprattutto il sano e gustoso frutto, attraverso uno spazio in cui saranno esposte arance fresche e prodotti trasformati rigorosamente autorizzati.

Presso lo stand del Consorzio, sito nell’area collettiva istituzionale, oltre a degustare l’Arancia Rossa IGP fresca e trasformata, si conosceranno le sue molteplici caratteristiche, come la sua ricchezza di vitamina C, i molteplici minerali che la compongono, il territorio in cui nasce e che la rende ricca di antociani, i pigmenti naturali che rendono di colore rosso il frutto e, soprattutto, sono importanti antiossidanti naturali.

La multisensorialità sarà protagonista dello stand del Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP, infatti, nei pomeriggi di sabato 28 e domenica 29 dalle ore 16 alle ore 19 sarà possibile partecipare a un laboratorio sensoriale, tenuto dalla dott.ssa Rossella Giaquinta, tecnologa alimentare, e attualmente una delle massime esperte del settore in Sicilia.

Nel pomeriggio di sabato, il Consorzio, in collaborazione con l’associazione “Ciciulio di Mamme” offrirà una merenda bio ai bambini che parteciperanno al laboratorio.

Si sottolinea che il laboratorio sensoriale si svolgerà a rotazione ed è gratuito, adatto a grandi e bambini, e serve a esprimersi creativamente mediante l’utilizzo dei 5 sensi.

 

Il presidente è Giovanni Selvaggi

La vice presidente Elena Albertini 

 

 

 

 

 

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AZIENDA TERRAZZINO: MANDORLE UNICHE, GRANI ANTICHI E OLIO BIO

Da quindici anni producono mandorle dal sapore unico, olio extra vergine d’oliva e grani antichi. 

Parliamo del lavoro svolto dall’azienda Bio Terrazzino che si trova ad Agrigento, molto famosa, appunto, per la produzione di circa 10 tonnellate annue di mandorle di due tipi: “Tuono” (dal sapore più dolce, utilizzate per il consumo al naturale) e “Pizzuta”, con un retrogusto leggermente amarognolo preferita da gelaterie e pasticcerie.

Una “passione di famiglia”, se così si può definire, è il lavoro della ditta che è nata grazie alla precisa volontà di un medico con la passione per l’agricoltura. Si tratta del dottor Raffaele Terrazzino, che, dopo essere andato in pensione ha deciso di dedicarsi interamente alla terra. In poco tempo il padre è entrato in collaborazione con il figlio, Michelangelo Terrazzino, che dopo qualche anno di esperienza all’estero ha deciso di tornare qui in Sicilia per aiutare a rendere sempre più di successo l’azienda si famiglia, ma soprattutto di sfruttare le proprie conoscenze per spingere l’azienda a valicare i confini nazionali.

Ingrediente fondamentale a tal proposito, sono prevalentemente i due tipi di olive che vengono coltivati dai Terrazzino: la “Nocellara del Belice” e la “Biancolilla”. Da questa materia prima si ottengono due tipi di oli extravergine d’oliva: il “Monocultivar di Nocellara” e il “Bled”

La forza del prodotto sano è data dall’adesione della ditta all’IGP Sicilia, un disciplinare da cui prendere una serie di regole da rispettare per l’ottenimento di un olio artigianale di alta qualità.

Ma non è finita qui perché, recentemente, la Bioterrazzino ha ampliato la propria produzione con i grani antichi “Timilia” e “Perciasacchi”, chiaramente bio, da cui sarà possibile ottenere farina per produrre pane, pasta e dolci.

Degna di nota è la partecipazione della Bioterrazzino alla 22esima edizione della manifestazione internazionale “Food and Hotel” a Shangai, in Cina, dove i produttori hanno potuto confrontarsi con un mondo si espositori e produttori di qualità.

CONTATTI:

Via Nazionale 203 – Agrigento(AG) – 360646571 –  www.bioterrazzino.com –  raffaeleterrazzino@email.it

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CONSORZIO DI TUTELA “ARANCIA ROSSA di SICILIA IGP” PRESENTE A CAMBIOVITA EXPO!

IGP” (Indicazione Geografica Protetta) … l’ennesimo “marchio di qualità” per l’Expo del Sano Vivere di Etnafiere, in programma dal 13 al 15 maggio.

Il Consorzio di Tutela di Arancia Rossa ha le sue origini nel 1994, nella forma di associazione di produttori dell’arancia rossa, quale soggetto proponente all’Unione Europea per il riconoscimento dell’IGP .

Di tempo ne è passato e tanta strada ha fatto il Consorzio di Tutela, un autorevole marchio di qualità che viene attribuito ad un prodotto la cui origine avviene in un’area geografica determinata. Chi produce IGP deve, quindi, attenersi alle rigide regole del disciplinare di produzione, ed il rispetto di tali regole è garantito dall’organismo di controllo.

Tre le peculiarità IGP:

ARANCIA MORO

Originaria della zona di Lentini e ora diffusa nelle aree di Catania e Siracusa, questa cultivar è la prima a maturare tra le arance rosse: è possibile gustarla dai primi di dicembre a metà marzo. E “di calibro” medio con forma fra la sferica e l’ovoidale; la buccia è arancione con sfumature rosso vinose; la polpa, senza semi, è interamente di colore rosso scuro, specialmente a maturazione avanzata.

TAROCCO

Si pensa nasca da una mutazione gemmaria del comune Sanguinello scoperta in un agrumeto di Francofonte tra otto e novecento. La maturazione nei terreni in collina e meglio esposti inizia a metà di dicembre e termina, nelle aree tardive, verso metà maggio. I frutti sono di grosso calibro con forma sferica tendente all’ ovoidale. Questa varietà si distingue inoltre per il cosiddetto collare o “muso”, più o meno prominente. Il colore della buccia è giallo-arancio, arrossato su metà della superficie. La polpa, priva di semi, è giallo arancio, con pigmentazioni rossastre più o meno intense a seconda del momento di raccolta, mediamente succosa e di sapore eccellente.

ARANCIA SANGUINELLO

La varietà Sanguinello è presente da lungo tempo nelle aree arancicole delle province di Catania e Siracusa. Insieme al Sanguinello moscato, è la più importante cultivar italiana di media stagione: infatti la maturazione inizia in febbraio ma il grosso della raccolta avviene tra marzo e aprile. I frutti sono di calibro medio con forma oblunga o sferica; la buccia è di colore arancio intenso con sfumature rosse. La polpa, senza semi o quasi, è di colore arancio con numerose screziature sanguigne, molto succosa e di sapore eccellente.

Per info: http://www.tutelaaranciarossa.it/ – Tel: 095/7232990 –  Mail: aranciarossadisicilia@gmail.com

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I 10 consigli di CamBIOvita su come scegliere e consumare l’olio d’oliva.

Simbolo della cucina mediterranea, questo pregiato alimento è sempre più spesso soggetto a frodi, con conseguenze negative che ricadono sui produttori e sui consumatori. Come riconoscere quelli di qualità?

1) Leggere le etichette

Le etichette alimentari devono rispettare 3 caratteristiche: essere chiare, leggibili e indelebili. Per quanto riguarda l’olio extravergine devono riportare nome del prodotto, denominazione di vendita, volume nominale e data di scadenza entro cui consumarlo. E’ inoltre obbligatorio riportare le indicazioni sul paese di provenienza che può essere uno stato Membro della Ue, uno stato extracomunitario o l’intera Unione Europea.

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2) Scegliere olio d’oliva biologico

A minacciare la qualità dell’olio extravergine d’oliva è soprattutto l’utilizzo sconsiderato di pesticidi per eliminare i parassiti che si insediano negli uliveti e che potrebbero compromettere la qualità del raccolto. Ciò avviene nell’agricoltura convenzionale ma non in agricoltura biologica, che non utilizza sostanze tossiche per la coltivazione degli ulivi e si attiene a regole ben precise nella produzione dell’olio. L’olio bio non conterrà tracce di pesticidi e di sostanze potenzialmente dannose. Inoltre i grandi produttori di olio potrebbero ricorrere a correttori chimici per nascondere l’acidità dell’olio.

3) Diffidare dagli oli low cost

Attenti al falso olio d’oliva che potrebbe “nascondersi“ nelle bottiglie dal prezzo stracciato. Se siete in dubbio e se la qualità dell’olio che acquistate di solito al supermercato non vi soddisfa, provate a rivolgervi direttamente ai produttori: visitate le aziende olivicole e chiedete di poter assaggiare i prodotti.

4) Riconoscere gli oli deodorati

Nel 2011 è entrato in vigore un nuovo regolamento comunitario che favorisce la commercializzazione dei cosiddetti oli “deodorati”, ovvero quelli ottenuti da commistioni e sofisticazioni di vario tipo, a scapito della qualità e della genuinità dell’olio extra vergine di oliva vero. Come nel punto precedente per riconoscerli non dobbiamo soltanto evitare gli oli a prezzo stracciato, ma anche affinare le papille gustative.

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5) Preferire l’olio extravergine

L’olio extravergine è la tipologia migliore di olio d’oliva. Ha il minor grado di acidità rispetto agli altri e la sua acidità non dovrebbe mai superare l’1%. Nell’olio d’oliva extravergine è assolutamente vietato mescolare oli o miscele di altra origine. La lavorazione dell’olio extravergine avviene in modo tale che le condizioni termiche non causino nell’olio alterazioni di alcun tipo.

6) Olio d’oliva DOP e IGP

Le certificazioni DOP e IGP assicurano la qualità di un buon olio. Per ottenerle la produzione deve seguire un disciplinare ben preciso. I prodotti a marchio DOP sono protetti dalle contraffazioni in tutta Europa. L’olivicoltore la cui azienda si trova in un territorio che ha ottenuto questo riconoscimento e che intende commercializzare la propria produzione di olio con il marchio DOP, deve attenersi ad uno specifico disciplinare di produzione e sottostare al controllo di un “Ente di Certificazione” indipendente e appositamente incaricato e riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Il disciplinare di produzione contiene tutte le norme di coltivazione dell’oliveto, di raccolta e confezionamento dell’olio di oliva che devono essere rigorosamente rispettate per l’ottenimento dell’olio a marchio DOP. Una sola fase del processo di produzione è necessaria per ottenere la denominazione IGP, mentre per la DOP il legame con il territorio riguarda tutto il processo produttivo. Come per le denominazioni DOP, anche i produttori IGP devono attenersi alle rigide regole contenute nel disciplinare il cui rispetto è garantito da un organismo indipendente di controllo.

7) Olio d’oliva spremuto a freddo

Orientatevi verso un olio spremuto a freddo, l’olio lavorato in questa maniera esprime al meglio le sue caratteristiche chimiche ed organolettiche. La spremitura a freddo riguarda anche altre tipologie di olio, con particolare riferimento ai prodotti biologici. Un olio può fregiarsi della dicitura “estratto a freddo“ quando la temperatura della pasta delle olive (olive frante) in gramola non supera i 27° C.

8) La conservazione dell’olio d’oliva

Non dimenticate le fondamentali regole di conservazione di questo prodotto. Se acquistate l’olio in latte da più litri, travasatelo in bottiglie di vetro scuro man mano che lo utilizzate. In ogni caso conservate sempre l’olio d’oliva e l’olio extravergine d’oliva lontano da fonti di luce e di calore per evitare il deterioramento.

9) Olio d’oliva a crudo

Preferitelo come condimento a crudo per i vostri piatti, dalle semplici insalate alla pasta. L’olio d’oliva utilizzato a crudo permette di assaporarne al meglio le sue pregiate qualità, anche semplicemente versando qualche goccia d’olio su una fetta di pane.

10) Olio d’oliva per friggere

Chi invece vuole orientarsi nella scelta di un olio per friggere, dovrebbe sapere che l’olio d’oliva di recente è stato indicato come il migliore. Sarebbe migliore di altri oli poiché sopporta meglio il calore della friggitrice o della padella rispetto a quanto avviene con numerosi oli di semi.

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